Il patrimonio documentale dell’I.R.E.

La vita secolare di ospedali e istituti di carità della Repubblica di Venezia e la storia assistenziale della città.

Gli archivi più che millenari delle “opere pie” veneziane sono confluiti nel patrimonio mobile e immobile dell’I.R.E. di Venezia, ente che nel 1939 ha riunito sotto un’unica amministrazione istituti caritatevoli e assistenziali presenti in città fin dall’epoca medievale.

La prima opera pia a Venezia, un ricovero destinato a pellegrini, poveri e ammalati, si fa risalire all’anno 939. A seguire, numerosi altri luoghi pii nacquero e operarono nei secoli della Serenissima fino alla sua caduta nel 1797.

L’archivio storico dell’I.R.E. documenta la vita secolare di ospedali e istituti di carità della Repubblica di Venezia, nonché la successiva storia assistenziale della città lagunare a partire dalla metà del secolo xiii fino ai nostri giorni. Esso è, inoltre, fonte di notizie riguardanti la genealogia di famiglie, la storia dell’economia, dei mestieri, della musica, dell’urbanistica e della spiritualità.

I fondi antichi raccolgono documenti provenienti dall’Ospedale dei Derelitti ai Santi Giovanni e Paolo (detto Ospedaletto, sorto nel 1528), dalla Casa dei Catecumeni (1557), dalla pia casa delle Zitelle alla Giudecca (1559), dalla Casa del Soccorso (1580) e dalla pia Casa delle Penitenti di San Giobbe (1700).

I fondi parziali di istituti dell’antica Repubblica interessano la storia dell’Ospedale dei Mendicanti (risorto nel 1600 alle Fondamenta Nuove, ora sede dell’Ospedale Civile), la Ca’ di Dio (1272) e gli Ospizi medievali (dal secolo x al xviii), un tempo gestiti dai Procuratori di San Marco.

Le eredità più cospicue vanno dal Seicento all’Ottocento e arricchiscono l’attuale collezione documentale dell’I.R.E. di interi archivi familiari: i Formenti-Ottoboni, Antonio Massarini, Francesco Moro, i Benzi Zecchini, G. B. Sceriman, gli Astori, Giovanni Conti.

Un altro lascito rilevante si deve all’abate Germanico Bernardi che nel 1849 donò un fondo musicale di 475 manoscritti alla Casa di Ricovero.

Infine, nel 1981, l’intero Archivio dello studio fotografico Tomaso Filippi (con più di 7.000 lastre degli anni 1880-1920) fu lasciato dalla figlia Elvira alla Casa di Riposo Santi Giovanni e Paolo dell’I.R.E. Una donazione che costituisce la più esaustiva e perciò preziosa testimonianza dell’immaginario visivo di Venezia tra la fine dell’800 e la prima metà del secolo scorso.

Dal 2002 l’Archivio è custodito negli uffici del conservatore I.R.E. nel complesso dell’Ospedale dei Derelitti.

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