Fondamenta delle Penitenti, Cannaregio 893

“Pio loco” delle Penitenti e Chiesa di Santa Maria del Patrocinio

Opera realizzata da Giorgio Massari, uno fra i più importanti architetti del Settecento operanti a Venezia e nel Veneto.

Il “pio luogo delle Penitenti” a Venezia, attivo sin dall’anno 1700 in corte Borella a Santa Marina e, dal 1705, a San Giobbe, fu originariamente un’istituzione laica voluta dal patriarca Giovanni Badoer nata con il preciso scopo di redimere ex prostitute che volontariamente accettavano di sottoporsi alla dura regola basata sul modello della clausura monacale.

Grazie ai lasciti che molti nobili fecero in favore della caritatevole istituzione ma soprattutto per merito della consistente donazione da parte della nobildonna Marina Priuli da Lezze, nel 1725 si passò alla costruzione dell’intero complesso su progetto Giorgio Massari (uno dei più importanti architetti del Settecento operanti a Venezia e nel Veneto).

La chiesa fu aperta al culto nell’autunno del 1744 e consacrata nel 1763, quando ormai fu chiaro che lo stato dell’edificio, con la facciata rimasta incompiuta a causa della carenza dei mezzi finanziari, poteva dirsi ormai definitivo.

Le decorazioni di Jacopo Marieschi

A decorare l’edificio fu chiamato il pittore Jacopo Marieschi che inizialmente realizzò il soffitto con la Madonna e san Lorenzo Giustiniani in gloria e, subito dopo, dipinse la pala dell’altare maggiore con la Madonna con il Bambino e i santi Lorenzo Giustiniani, Margherita da Cortona, Maria Maddalena, Domenico e Rosa da Lima: santi, tutti, le cui vicende agiografiche erano strettamente correlate con i peccati che si espiavano in quel “pio luogo” e che costituivano pertanto un esempio al quale le ‘ospiti’ potevano ispirarsi.

Il restauro

A partire dal primo Ottocento, caduta la Repubblica, il Pio Loco mutò le proprie finalità costitutive convertendo la struttura in “ospizio” per signore anziane autosufficienti. La rinnovata istituzione rimarrà attiva fino alla chiusura definitiva avvenuta nel 1995.

Nel 2009 prendono avvio i lavori di restauro dell’intero complesso architettonico conclusisi nel 2015. Il progetto di recupero è stato realizzato d’intesa e in collaborazione tra IRE e il Comune di Venezia. Oggi l’antico complesso settecentesco è stato convertito, dopo l’attento intervento di restauro conservativo, a residenza per anziani non autosufficienti, centro diurno per malati di Alzheimer e servizi di quartiere.

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