“È per sempre” a Palazzo Contarini del Bovolo

Accolta negli spazi espositivi di I.P.A.V. (Istituzioni Pubbliche di Assistenza Veneziane), gestiti da Fondazione Venezia Servizi alla Persona attraverso il progetto di valorizzazione “Gioielli Nascosti di Venezia”, approda a Palazzo Contarini del Bovolo la mostra, curata da Alessandra Santin, “È per sempre”, con le opere di Mara Fabbro e Alberto Pasqual che dialogheranno con le architetture della scenografica Scala.
L’esposizione aprirà le porte non appena verranno allentate le misure dettate dall’emergenza sanitaria e sarà visitabile fino al 9 maggio 2021.

Il filo conduttore della mostra è la sovrabbondanza di materie plastiche che la società dei consumi ha prodotto a dismisura e poi disperso in modo del tutto irresponsabile, saturando il pianeta.
La “fine del pesce” è il titolo della prima installazione ai piedi della Scala del Bovolo, che accoglie i visitatori con il forte impatto visivo suggerito da una pioggia di borse di plastica che riportano i volti deformati e angosciati dei due artisti, a significare l’asfissia alla quale stiamo condannando molte specie marine che si trovano a vivere in un ambiente irrimediabilmente danneggiato dall’inquinamento.
Mai come oggi il pieno e il vuoto esprimono l’essenza del nostro tempo: eccessi e sprechi di materiali plastici si contrappongono alla mancanza di certezze e valori. È da questi temi che nascono le opere esposte nelle due sale del piano nobile del Palazzo: le “Trasparenze” accostano le “Membrane Metropolitane” di Mara Fabbri – pannelli di PVC trasparente su cui vengono realizzate mappe di città che riprendono geografie reali rielaborate con l’inserimento di “pixel” materici ottenuti con un impasto di sabbia, resina e collanti – alle “Presenze-Assenze” di Alberto Pasqual, che esprime la condizione “sospesa” dell’individuo nell’attuale società e nel difficile contesto  attraverso le sue sculture totemiche verticali in plastica trasparente.Se per Mara Fabbro è l’acqua il discrimine per la sua ricerca – fiumi o mari che delineano la geografia – il fuoco è l’elemento che plasma la materia di Alberto Pasqual: sono opere in ferro che ripropongono il tema dello squarcio e dello svuotamento dell’individuo.

Completa la mostra il catalogo con testi e saggi critici di Alessandra Santin, Giada Centazzo, Lorena Gava e Mariateresa Setaro Chaniac.

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