Mythos
Mythos
WALLACE CHAN
04.04 – 18.10 2026
Scala Contarini del Bovolo e le sale espositive del palazzo aprono le porte alla mostra “Mythos” dell’artista Wallace Chan.
L’esposizione consiste in una serie di sculture in titanio installate sia nel loggiato al primo piano della Scala sia all’interno del palazzo dove sono accompagnate da coinvolgenti scenografie acustiche.
Al primo piano trovano posto delle sculture appese direttamente ispirate dal cinquecentesco “Mercurio e le Tre Grazie” realizzato da Jacopo Tintoretto e conservato a Palazzo Ducale.
Le figure delle Tre Grazie, simboli di bellezza, creatività e di perfezione, hanno da sempre affascinato Wallace Chan e, in quest’opera, quest’ultimo decide di rappresentarle allontanandosi dalla tradizionale iconografia che le vorrebbe nude. Qui, infatti, le ritrae come tre volti astratti che sembrano quasi rincorrersi, riflettendo le ritrae come tre facce astratte che sembrano inseguirsi a vicenda, riflettendo il credo dell’artista per cui “La bellezza è una ricerca senza fine, sempre in movimento, sempre sfuggente. Le vere Grazie, la vera bellezza, si trovano nella mente, nel cuore e nello spirito”.
Il dipinto di Tintoretto celebrava il governo e il commercio veneziano del Cinquecento e, in quest’ottica, le figure delle Grazie e di Mercurio impersonificavano rispettivamente la bellezza della città lagunare e il suo spirito mercantile. Per la mostra “Mithos”, Chan ritrae Mercurio come l’ononimo pianeta della Via Lattea. Riferimenti alla divinità classica, inoltre, vengono forniti dalle vicine sculure che raffigurano gli attributi del Messaggero degli dei: il bastone avvolto da due serpenti (caduceus) e il suo elmo alato (petasos).
Sospese a mezz’aria, quasi oniriche ed eteree, queste opere si pongono in dialogo con la suggestiva architettura della Scala.
Nella prima delle due sale espositive del palazzo al secondo piano, invece, sono esposte tre sculture appese che rispondono direttamente al Paradiso di Tintoretto qui perennemente esposto: il loro essere fluttuanti, infatti, fa eco agli essere celesti che vengono ritratti nel dipinto mentre vengono trasportati dalle nuvole.
In questa sala, l’accompagnamento sonoro è caratterizzato da registrazioni dell’artista mentre lavora il titanio: questi, però, non sono da intendersi come rumori, bensì come vera e propria musica. Presentando il suo lavoro in un ambiente contemplativo e sensoriale, Chan sente che questi suoni alludino al tema curatoriale della Biennale di quest’anno (“In Minor Keys”).
Nella seconda sala, invece, è presente un’opera scultorea autoportante in ferro e titanio con un grande cristallo di quarzo, circondata da quattro altoparlanti direzionali che diffondono un monologo poetico scritto e narrato da Chan.
La principale premessa concettuale dietro alla mostra “Mythos” si trova nella relazione tra mitologia ed astronomia e nelle sue implicazioni filosofiche più ampie. Sin dall’antichità, sia in Occidente sia in Oriente, la pratica dell’osservazione dei Cieli si è molto spesso fusa tanto alla scienza quanto alla spiritualità. Questo tema trova risonanza alla Scala Contarini del Bovolo perchè qui, nel 1859, l’astronomo tedesco Wilhelm Tempel, con un telescopio da lui acquistato a Venezia, scoprì una cometa ed una nebulosa.
La Scala stessa intesa come torre, da tempo considerata nella mitologia come una scala per il Paradiso, rispecchia la visione di Chan di un cosmo stratificato e interconnesso. Come dice lo stesso Chan: “Tutto è scollegato, eppure tutto è connesso: l’universo, dopotutto, è intessuto di innumerevoli fili”.
La mostra sarà aperta fino al 18 ottobre e sarà visitabile ogni giorno dalle ore 10:00 alle ore 18:00 (ultimo accesso alle 17:30).
