THE PHAROS FLOWER – la celebre Scala Contarini del Bovolo si trasforma in un faro multicolore

NARINE ARAKELIAN TRASFORMA LA CELEBRE SCALA CONTARINI DEL BOVOLO IN UN FARO MULTICOLORE PER LA 58° BIENNALE DI VENEZIA

In occasione della 58° Biennale di Venezia, la celebre artista contemporanea Narine Arakelian sarà la protagonista del Padiglione Armenia, in una performance con il gruppo di artisti “ArtlabYerevan”, e porterà la sua mostra personale The Pharos Flower al Palazzo Contarini del Bovolo, uno dei monumenti più riconoscibili e conosciuti del patrimonio della Città di Venezia. I due progetti sono la seconda partecipazione di Narine alla Biennale di Venezia, a seguito dell’installazione “L’Illusion du Marriage”, presentata alla Biennale del 2017.

La mostra e installazione The Pharos Flower, curata da Pierpaolo Scelsi, ha trasformato la rinomata scala a chiocciola del XV secolo del Palazzo Contarini del Bovolo in uno straordinario faro multicolore, capace di proiettare suggestivi raggi di luce colorata visibili nelle ore notturne. L’artista è intervenuta inserendo lastre di plexiglass colorato in concomitanza con alcune delle arcate della spirale esterna del complesso della scala, in piena armonia con la struttura del palazzo, riconducendo a uno studio coloristico della storia della città. L’installazione prende spunto dalla simbologia del faro come punto di riferimento e messaggio di speranza: per quanto caotica e dolorosa la nostra esistenza, c’è sempre una rinascita, un lampo che squarcia la notte. L’installazione esplora inoltre la nostra percezione del tempo, prendendo in esame il ruolo dell’arte come elemento di legame nella transizione tra passato e futuro.

La mostra prosegue all’interno del Palazzo Contarini del Bovolo, dove Narine ha esposto una selezione di oggetti in vetro e cristallo policromi, creati dal noto Studio Abate Zanetti, che ha sede sull’isola veneziana di Murano. Durante l’apertura di The Pharos Flower, Narine si è esibita in “The Bloom”, un atto performativo che l’ha vista trasformarsi in una statua di marmo antico. Durante la performance, Narine ha attraversato gli spazi espositivi avvolta nella seta, liberandosi di un drappeggio dopo l’altro, fino a non lasciare più niente.

Narine Arakelian è inoltre tra gli artisti partecipanti all’inaugurazione ufficiale del Padiglione Armenia della 58° Biennale di Venezia. Il 9 maggio Narine si è esibita in un’esclusiva performance intitolata “Revolutionary Sensorium”, curata da Susanna Gyulamiryan. L’opera ricostruisce gli eventi della ‘Rivoluzione di Velluto’, una serie di proteste avvenute in Armenia nella primavera del 2018, unite dallo slogan “solidarity and love”. La performance si è tenuta il 9 maggio alle 17.00 al Padiglione Armenia, al Collegio Armeno Moorat-Raphael (Dorsoduro).

Riconosciuta a livello internazionale come artista contemporanea di rilievo, alla 57° Biennale del 2017 Narine è stata invitata a presentare la sua creazione su larga scala “L’Illusion du Marriage” all’interno della celeberrima Scuola Grande di San Rocco, sede di un gran numero di capolavori di Tintoretto. Durante “L’Illusion du Marriage”, Narine si è esibita in una serie di performance nel contesto della città di Venezia, terminando con un gran finale nella magnifica Scuola Grande di San Giovanni Evangelista.

NARINE ARAKELYAN

Narine Arakelian è un’artista armena di fama internazionale. Le sue opere sono state esposte recentemente a Manifesta 12 (2018) e nel Museo di Mosca (2018), e nel 2017 Narine ha portato alla 57° Biennale di Venezia “L’Illusion du Marriage”, presentata come progetto collaterale del Padiglione Armeno. Le sue opere sono regolarmente esposte a Mosca, New York e Venezia. Narine Arakelian è membro a pieno titolo dell’Unione Russa degli Artisti.

Narine Arakelian è nata in Siberia e si è diplomata in Pittura al prestigioso Istituto statale Surikov di Mosca (RUS) nel 2015 studiando con professori come Aidan Salakhove, Sergey Ossovsky, Yuri Shishkov. Dopo essersi diplomata all’Istituto Surikov, Narine ha frequentato uno stage presso il Dipartimento di Arti Digitali dell’Accademia di Belle Arti di Los Angeles (USA) nel 2015-2016.

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